Federico Calzolari, 37 anni, ricercatore alla Scuola Normale di Pisa. Gestisce due "nodi" di Grid Computing e studia gli algoritmi di "Pagerank" di Google, cioè quella formula matematica che definisce la posizione all'interno dei risultati del motore di ricerca.
Federico ha elaborato un software tramite il quale è riuscito a piazzarsi in testa in una speciale classifica di Google, lo "Zeitgeist". A novembre, in Italia, stando a questi risultati sembrerebbe che le parole "Federico Calzolari" siano state cercate più di "Natale". Ma non è così, ovviamente. Il suo lavoro di sperimentazione gli ha permesso di scoprire una "debolezza" di Google, e influenzarne i risultati.
Non stupisce che Google gli abbia proposto suggerito l'assunzione. Ma lui ha rifiutato. Federico guadagna 1.239 euro al mese, e si dichiara soddisfatto. Forse gli sono sufficienti "i ricercatori italiani all'estero che mi scrivono e perfino telefonano per congratularsi, per dirmi che sono orgogliosi che un italiano abbia fatto una cosa così".
Ci uniamo alle congratulazioni. Un "normale" esempio italiano di eccellenza internazionale.
(Vittorio Zambardino racconta la storia completa su Repubblica.it. Questo il sito personale di Federico)
Nota: Le correzioni di cui sopra seguono uno scambio di mail con Stefano Hesse di Google
Commenti
Trasferimento della conoscenza
Ecosistema è la parola chiave. Lo sappiamo che i cervelli ci sono, il caso di Federico non mi stupisce, è una conferma. Oggi ciò che manca ancora è la capacità di organizzare queste energie innovative per farle diventare produttive, serve che gli attori di questo ecosistema che va formandosi: università, parchi scientifici, distretti tecnologici, incubatori, business angel, venture capital, business plan competition, si organizzino meglio, facciano sistema, e soprattutto serve un maggiore coinvolgimento e attenzione da parte delle imprese italiane che devono fare la loro parte perchè sono loro che ne hanno più da guadagnare. E' inutile parlare di fuga dei cervelli, di percentuale della spesa in ricerca sul Pil, della mancanza di manager capaci di gestire le start-up, se non si affronta prima la questione del trasferimento della conoscenza. Non sono stupito che Google abbia avanzato una proposta di assunzione e Federico, sono stupito, e amareggiato, che non l'abbia fatto qualche azienda italiana.
Emil@abirascid.com
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Vero, però...
In realtà, almeno in parte, concordo con le obiezioni :)
Il mio post voleva essere provocatorio. Comunque abbiamo un ricercatore italiano che una falla di Google l'ha trovata, e non capita tutti i giorni. La reazione di Google - proporgli l'assunzione, almeno a quanto leggiamo - lo dimostra
La mia idea quindi era proprio di sottolineare come una figura come quella di Federico abbia, sul mercato internazionale, un valore di alcune volte superiore a quanto gli si riconosca in Italia. Questo per dire, una volta di più, che gli spunti di eccellenza in Italia ci sono eccome, mentre rimante il problema della mancata capacità di "fare sistema"
Proprio ieri sera ne parlava una trasmissione tv, dando statistiche impressionanti sui ricercatori italiani. E mi hanno colpito le note finali dell'articolo di Zambardino, in cui i maggiori complimenti sarebbero arrivati proprio dai colleghi di Federico che risiedono all'estero
Penso anche a scuole come la SISSA, i cui studenti hanno il mercato internazionale come sbocco. Sarebbe bello invece che istituzioni come la Normale, che tra l'altro ha una prestigiosa tradizione di eccellenza tecnologica, lavorando da sempre sul parallel computing (progetto APE, se non ricordo male) potesse offrire stipendi ben più sostanziosi a un numero più ampio di ricercatori
In sostanza: spesso si sente dire "non siamo capaci". Non è vero: non vogliamo. E' diverso. E se è vero che ci sono delle responsabilità centrali, è vero anche che dobbiamo rimboccarci le maniche tutti
Curioso...
Curioso leggere di un fisico (come me) quasi mio coetaneo che tenta l’esperimento: "trovare falle di Google". Curioso constatare che così diventi un caso nazionale. Curioso poi leggere sul suo CV che lavori per LHC (Large Hadron Collider), ma che invece diventi un caso per la “falla” di Google.
Grande Federico!
Curioso quasi non leggere approfondimenti su un altro fisico, Roberto di Leonardo, che ha vinto per le sue ricerche sulla micromanipolazione ottica (che vuol dire anche laboratori miniaturizzati di analisi chimiche e biologiche) il premio "Le Scienze" 2007, riconoscimento attribuito a giovani ricercatori italiani. Roberto per questo ha ricevuto un duplice riconoscimento: la medaglia offerta dal Presidente della Repubblica e quella messa a disposizione dalla rivista "Le Scienze".
Grande Roberto!
Federico e Roberto: questi due fisici trentenni sono spinti dalla loro curiosità a cercare oltre quello che c’è già oggi.
In questo curioso paese forse è la curiosità la chiave che abbiamo a disposizione, o no?
Siate curiosi ! :-)
Grande Marco! :) Complimenti
Grande Marco! :)
Complimenti a Roberto di Leonardo per i risultati e a Emil per il suo blog che ben conosco - e spero di leggerlo presto anche qui
Sono ben conscio del valore di certi ricercatori italiani, anche se non riesco a seguirne, invece, la cronaca. Per cui grazie di avermela segnalata. Credo davvero che in Italia ci siano tanti innovatori di grande valore, e alcuni ho il piacere / privilegio di averli incontrati di persona
Come ho già detto, più che sul caso specifico volevo mettere l'accento sull'ecosistema, solo per ribadire che credo fortemente a iniziative che aiutino a far emergere i casi migliori ("harnessing collective intelligence", come si direbbe in altri contesti) come 1GN o la tua ADIT
In fondo è semplice: mi piacerebbe che le storie di ricercatori come Federico o Roberto fossero ben più spesso agli onori della cronaca. Anche perché ritengo possano essere di valido esempio per gli altri ;)
Stavolta...
... stavolta mi sa che sono più d'accordo con Marco.
Alberto Cottica
http://alberto.cottica.net/
un piccolo appunto
Alberto,
io la notizia l'ho letta in maniera diversa e premetto che come te i dettagli che ho li ho letti sulla stampa.
Mi sembra di capire che Federico abbia fatto un programmino per generare ricerche fittizie a suo nome, in maniera che un contatore registrasse le richieste e alla fine il suo nome apparisse in cima ad una lista. Mi sembra che abbia sfruttato una "falla" di Google, che come tutti i sistemi complessi ne ha a centinaia, piu' che aver "battuto" Google, avendone capito gli algoritmi e migliorati.
Mi sembra anche che appigliarsi a queste iniziative, per dimostrare che in Italia la ricerca non e' morta e defunta, e' un modo per ammettere il fallimento del sistema. Si cita pure il fatto che Federico guadagni veramente poco, a fronte di una capacita' dimostrata.
A scanso di equivoci, lo so che ci sono alcuni esempi (del tutto casuali) di ricerca che sopravvive ancora in Italia, pero' francamente, tutta la politica sulla ricerca degli ultimi decenni ha portato ad un appiattimento totale, dal quale, chi ha un po' di cervello scappa (purtroppo).